Almeno due dipendenti di Leonardo su dieci sono ora anche azionisti del gruppo. La percentuale cresce in Gran Bretagna, dove il tasso di adesione al primo step del Piano di Azionariato Diffuso voluto dall’Amministratore Delegato Roberto Cingolani è stato del 35%. In media, allargando alle altre geografie come Polonia e Stati Uniti, a sottoscrivere i titoli di Leonardo sono stati in circa 11mila, il 22% della forza lavoro.
Come spiega Antonio Liotti, Chief People and Organisation Officer di Leonardo, “L’obiettivo era di arrivare al 15%, quindi siamo andati oltre le previsioni”. Il piano è stato accompagnato da una campagna di comunicazione interna che ha evidenziato i meccanismi di incentivazione come l’assegnazione gratuita di azioni, bonus aggiuntivi e modalità di adesione flessibili.
A supporto dei partecipanti è stato inoltre sviluppato un simulatore digitale per valutare diversi scenari nel tempo, con l’obiettivo di favorire una partecipazione stabile. L’adesione è risultata più elevata tra gli under 40. Un risultato, come sottolineato da Antonio Liotti, che “nasce dall’avere tanti giovani tra il personale, grazie al forte piano di assunzioni che ha portato a 20 mila ingressi in tre anni.”
Guardando vero il futuro, Liotti spiega come “con le prossime tranche del piano contiamo di coinvolgere un maggior numero di operai. Anche questo fa parte di un percorso di crescita che stiamo accompagnando attraverso un ampio processo di digitalizzazione”.
Il piano prevede tre cicli di assegnazione (2025, 2026, 2027), con la prossima finestra in programma tra giugno e settembre 2026.
