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Leonardo Training & Simulation, dove nasce il futuro della simulazione

Trentacinque anni di esperienza nell'innovazione al servizio dell’addestramento avanzato e dello sviluppo di sistemi complessi: storia, evoluzione e nuove sfide delle tecnologie di Leonardo per il Training & Simulation, sempre più cruciali per l’addestramento multi-dominio e per la progettazione dei nuovi sistemi integrati.

Da quando è nato il concetto di simulazione per l’addestramento, Leonardo c’è sempre stata. Una storia di innovazione lunga 35 anni, che va dal simulatore Full Mission del Tornado nel 1990 – tuttora operativo nella base di Ghedi (Brescia) – alle sfide presenti e future, legate alle evoluzioni del contesto internazionale, della dottrina militare e dell’innovazione tecnologica.

Nell’attuale scenario geopolitico, caratterizzato da crescente complessità e da esigenze operative nuove e diversificate, la simulazione costituisce un asset strategico per il settore della Difesa. Consente di riprodurre scenari estremamente complessi con un alto grado di realismo, con ineguagliati benefici in termini di sicurezza, gestione della complessità e riduzione dell’impatto ambientale.

Un simulatore di missione è, infatti, l’unico strumento in grado di formare il personale e prepararlo ad agire in reali contesti operativi, mediante degli scenari di simulazione estremamente realistici e con la rappresentazione di situazioni (e.g. conflitti, avarie) che non sarebbe possibile riprodurre nella realtà.

Operatività in grandi spazi e in qualsiasi condizione metereologica

Coinvolgimento di un numero molto elevato di assetti di tutti i domini, consentendo anche di far interagire assetti reali ed assetti simulati

Rappresentazione realistica del mondo naturale, delle forze amiche, ostili o civili/neutrali

Sperimentazione di tecnologie avanzate ed innovative, per la loro prova prima dell’impiego sul campo

La capacità di adattamento alla logica multi-dominio si impone come centrale nelle fasi di addestramento e simulazione, così come l’interoperabilità: tra i vari assetti all’interno di una Forza Armata, tra le Forze Armate che operano su domini diversi (aria, mare, terra, spazio, cyber), e tra Forze di Nazioni differenti. Il paradigma è il cosiddetto Live Virtual and Constructive (LVC): assetti reali, come i velivoli, mezzi navali o terrestri (Live), vengono messi in relazione con simulatori (Virtual) ed entità generate dalla simulazione dotate di intelligenza artificiale (Constructive), che riproducono un ambiente operativo condiviso estremamente realistico.

Ciò che rende le tecnologie di Training & Simulation cruciali per l’addestramento è proprio l’accuratezza dei dettagli: dal “clic” del pulsante dei display, al cartello situato all’interno dell’aeroporto virtuale, fino al meccanismo di rilascio del carrello del velivolo. Per fare in modo che un simulatore sia efficace, tutte le azioni e i movimenti devono essere estremamente fedeli alla realtà, riproducendo esattamente ciò che avviene sugli assetti reali fornendo agli operatori una sensazione di completa immersività.

Allo stesso modo, le tecnologie di simulazione sviluppate per l’addestramento sono diventate sempre più presenti sia nel fornire grosse moli di dati per i sistemi di intelligenza artificiale, sia negli apparati di test e valutazione dei sistemi reali grazie all’utilizzo dei loro gemelli digitali.

 

Realistico e immersivo

Alla base dei percorsi addestrativi vi è il concetto di “Train as you fight”, che consiste nello sviluppare soluzioni per istruire gli allievi a orientarsi, agire e interagire nello scenario simulato proprio come avverrebbe in un contesto reale. Il modello si basa su quattro pilastri:

Realismo

Simulazione fisica di tutti gli elementi della piattaforma e dello scenario (es. sensori, entità amiche e ostili, condizioni atmosferiche e spettro elettromagnetico)

Complessità

Missioni che riproducono la complessità del mondo reale (es. traffico civile che viene percepito dai radar, dai sensori EO/IR e dai sistemi di identificazione)

Immersività

Replica accurata della piattaforma e riproduzione dell’“Out of the Window” (es. pannelli, pulsanti e controlli dell'operatore ed elementi esterni)

Interoperabilità

Mettere in rete tutti gli assetti per sviluppare l’efficacia dell’intera forza in campo (es. testare e migliorare l’efficienza dell’interoperabilità e dei sistemi multi-dominio)

Il sistema di simulazione di Leonardo è composto da building blocks, un portafoglio prodotti che va da un simulatore completo “chiavi in mano” alla possibilità di customizzazione e di interazione in un sistema più ampio.

  • MARS

    Suite di sensori simulati multi-dominio (radiofrequenza, elettro-ottico/infrarosso, sistemi EW e sonar) basata su modellazione fisica ad alta fedeltà e integrazione di codice reale re-hosted, per una simulazione aderente al comportamento operativo dei sistemi.

  • RIACE

    Ambiente Sintetico Distribuito che replica il mondo reale e abilita l’interazione di forze simulate e sistemi reali, costituendo la base delle simulazioni LVC per addestramento, sperimentazione operativa e training di sistemi IA.

  • VIR3X

    Motore grafico 3D sviluppato internamente da Leonardo e ad alta fedeltà per la creazione rapida di scenari realistici, con rendering immersivo, generazione procedurale degli ambienti e simulazione di contesti di ogni dominio con supporto dell’ eXtended Reality.

  • OCEAN

    Piattaforma cloud per infrastrutture di simulazione ibride (composta da macchine virtuali e fisiche), ottimizzata per ridurre costi e complessità operative, e per l’erogazione della simulazione secondo il paradigma NATO MSaaS.

  • LEONIDAS

    Suite di simulazione dei suoni ambientali e delle comunicazioni radio.

Gli scenari di simulazione vengono così rimodulati in base alla complessità del reale, adattandosi ed evolvendosi sulla base delle esigenze e dei requisiti dei clienti.

Di pari passo con l’avanzamento tecnologico, la simulazione risulta cruciale anche nell’ambito della ricerca. La prospettiva sembra capovolgersi: se, in passato, alla fase di ricerca seguiva l’implementazione di una nuova tecnologia, oggi contribuisce a svilupparla. Le tecnologie di simulation vengono infatti utilizzate anche per contribuire allo sviluppo dei prodotti, rendendo possibile un early testing delle componenti principali in un ambiente simulato, rappresentativo del reale ambiente operativo, già a partire dalle fasi preliminari.

 

Un polo di eccellenza

Il punto di riferimento delle attività di Training & Simulation di Leonardo è il sito di Ronchi dei Legionari (Gorizia). Qui, nel corso degli anni, sono state sviluppate capacità e tecnologie che hanno reso il polo un centro di eccellenza nello sviluppo di sistemi di simulazione per addestramento e per lo sviluppo (sperimentazione, test ed integrazione) di sistemi complessi. Nello stabilimento friulano, la cui superficie supera i 90 mila metri quadri, operano 140 persone nell’area ingegneria, a cui si aggiungono le 40 che lavorano a queste tecnologie nella sede di Genova.

Tra i numerosi programmi a cui il Gruppo ha preso parte vi è il Consorzio ESS (European Simulation System) che, a partire dagli anni Duemila, aveva l’obiettivo di realizzare il simulatore ASTA (Aircrew Synthetic Training Aids) per il velivolo Eurofighter Typhoon. Nell’ambito di tale attività, Leonardo ha collaborato con le principali aziende europee del settore, come Thales e CAE, per realizzare il simulatore di missione più avanzato d’Europa. Gli ambiti di utilizzo dei sistemi implementati si sono via via allargati ad altri velivoli ad ala fissa, tra cui il simulatore del velivolo T346A del sistema GBTS (Ground Based Training System), agli elicotteri, ai droni e, più recentemente, a sistemi navali e terrestri.

Un recente esempio operativo delle soluzioni innovative implementate da Leonardo è l’esercitazione Centurion Warrior, che si è conclusa nel mese di settembre 2025. Si tratta della prima esercitazione di tipo Live, Virtual and Constructive dell’Aeronautica Militare, nella quale velivoli reali di quarta e quinta generazione hanno operato sinergicamente con una rete di simulatori e velivoli sintetici. Per l’execution, condotta nello spazio aereo reale del Poligono Interforze di Salto di Quirra (PISQ) in Sardegna, Leonardo ha fornito i propri sistemi avanzati di simulazione distribuita.

L'attività rientra nel programma Operational Training Infrastructure (OTI), un progetto a cui Leonardo partecipa attivamente in collaborazione con l'Aeronautica Militare, con l’obiettivo di creare una piattaforma permanente per l’addestramento avanzato, focalizzata sull’interoperabilità tra sistemi e sulla simulazione di contesti operativi complessi.

L’esercitazione Centurion Warrior ha rappresentato un ulteriore passo avanti nell’addestramento, consentendo a velivoli reali di ultima generazione di operare nello stesso scenario con velivoli virtuali e simulati, gestiti da piloti all’interno di simulatori ma anche da algoritmi di intelligenza artificiale, attraverso l’utilizzo di RIACE.

RIACE e la tecnologia LVC

Ambiente Sintetico Distribuito all'avanguardia, RIACE è una rappresentazione digitale del mondo reale, che include elementi quali l’ambiente naturale, il terreno, gli oceani, i fenomeni atmosferici e metereologici. Al suo interno sono ospitate le entità simulate (computer generated forces), che possono interagire tra di loro nel rispetto di una accurata modellazione fisica degli assetti.

Sviluppato con la scalabilità come principale driver di progetto (supporta l’esecuzione su un singolo computer o su una rete distribuita a livello geografico), RIACE è in grado di connettersi a sistemi reali (es. Centri di comando e controllo, velivoli in volo) utilizzando protocolli reali quali link tattici e comunicazioni radio.

Questa capacità è alla base delle simulazioni LVC, di cui RIACE è la spina dorsale in diversi progetti di simulazione delle Forze Armate italiane.