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13/03/2026 - 17:39
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Studio realizzato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con Leonardo
Studio realizzato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con Leonardo.


La frammentarietà del comparto espone tuttavia l’Europa e l’Italia ad una posizione di debolezza nel confronto con gli Stati Uniti o con alcuni Paesi emergenti, sempre più competitivi.
Il settore AD&S svolge un ruolo fondamentale in ambiti-chiave per il
funzionamento e lo sviluppo di ogni sistema territoriale, in quanto pone le
condizioni per la sua sicurezza, stabilità e crescita. In particolare, sono sei le ragioni
per cui il settore AD&S è strategico:
A. Garantisce, attraverso i suoi prodotti e soluzioni, la difesa del Paese e la sicurezza dei cittadini, delle imprese, delle infrastrutture critiche e del territorio, assicurando la continuità delle attività economiche e la prevenzione e gestione delle emergenze.
B. Agendo da strumento di influenza geopolitica la reputazione del Paese e favorisce accordi di vendita e di cooperazione internazionale con altri Governi.
C. Sostiene le esportazioni sui mercati esteri e le strategie-Paese di internazionalizzazione.
D. È un’industria “innovation driven” e ad alta intensità di capitale, tecnologia e conoscenza che attiva importanti investimenti in Ricerca e Sviluppo e occupazione qualificata.
E. È un rilevante settore industriale, a supporto della crescita, con una filiera integrata di PMI specializzate e grandi player globali e high-tech, fortemente interrelata e con effetti su diversi settori dell’economia.
F. Sviluppa tecnologie e prodotti con applicazioni duali, abilitando meccanismi di trasferimento e benefici diffusi in altri settori.
A livello globale, l’industria AD&S genera un fatturato di 925,7 miliardi di Euro,
con gli Stati Uniti d’America e l’Europa che, insieme, contribuiscono per quasi il
70% del totale. Solo in Europa, il settore AD&S impiega circa 862.000 occupati, in
aumento del 2,7% medio annuo tra il 2008 e il 2017, a fronte di una crescita del
5,5% del fatturato nello stesso periodo.
Il settore contribuisce in modo significativo al progresso scientifico, classificandosi tra i primi 10 comparti industriali per investimenti in Ricerca e Sviluppo nel mondo: numerose innovazioni e soluzioni tecnologiche introdotte inizialmente nella Difesa hanno trovato applicazione diffusa in diversi ambiti della vita quotidiana, facilitando e migliorando alcune attività che ora caratterizzano il nostro stile di vita. L’Aerospazio, inoltre, è il 1° settore per incidenza della R&S sul valore aggiunto (18,2%) nei Paesi OCSE, davanti ad Elettronica e Ottica e a Farmaceutica.
Queste dinamiche inducono la maggior parte dei Paesi ad aumentare i budget stanziati per la Difesa (in particolare, in Asia, Africa e Medio Oriente). Anche l’Europa ha previsto un incremento degli investimenti per rafforzare il settore AD&S, stanziando per il periodo 2021-2027 risorse aggiuntive rispetto a quelle degli Stati Membri, ad esempio, con il raddoppio del Fondo per la Sicurezza Interna (a 2,5 miliardi di Euro) e gli stanziamenti per il Fondo Europeo per la Difesa (13miliardi di Euro) e il nuovo Programma Spaziale Europeo (16 miliardi di Euro).
Il settore AD&S italiano è tra i primi 10 al mondo e ha permesso al Paese di raggiungere alcuni primati importanti a livello internazionale (1° Paese al mondo ad avere un convertiplano ad uso civile in via di certificazione e tra i primi ad aver condotto attività operative congiunte tra velivoli pilotati e uncrewed; 3° Paese al mondo a lanciare un satellite in orbita; oltre il 50% del volume pressurizzato del modulo internazionale della Stazione Spaziale Internazionale è stato realizzato in Italia).
Nel 2016, il fatturato del settore AD&S in Italia è stato di oltre 13,5 miliardi di Euro, per il 69,4% destinato all’export, e con un contributo al valore aggiunto nazionale di circa 4,4 miliardi di Euro. L’industria AD&S italiana occupa 45.000 persone e, considerando anche l’occupazione indiretta e indotta, coinvolge oltre 159.000 persone.
Detenere una filiera sviluppata, con un’azienda leader affermata nel settore globale
AD&S, rappresenta un valore strategico fondamentale in quanto:
Con un fatturato di 11,5 miliardi di Euro nel 2017, Leonardo è l’azienda leader del settore AD&S in Italia, 10° a livello globale e 5° in Europa. È inoltre uno dei principali operatori industriali del Paese: il Gruppo si posiziona 2° tra le aziende manifatturiere e 5° tra le aziende industriali e di servizi in Italia.
La dimensione internazionale è fondamentale per lo sviluppo del Gruppo, che contribuisce in maniera rilevante al surplus commerciale del Paese grazie ad esportazioni ad alto contenuto tecnologico: con il 78% di valore della produzione in Italia esportato, Leonardo genera il 18% dell’export manifatturiero hightech del Paese e contribuisce per l’1,3% all’export nazionale.
Il Gruppo alimenta il tessuto industriale del Paese attivando una filiera composta da circa 4.000 imprese, di cui circa il 70% PMI, con acquisti per 3,7 miliardi di Euro nel 2017.
Leonardo è inoltre un top spender nella R&S: nel 2017, ha investito in Ricerca e Sviluppo oltre 1,5 miliardi di Euro (di cui 1,2 in Italia), posizionandosi al 4° posto nel settore AD&S internazionale e al 1° posto tra le aziende manifatturiere italiane.
L’offerta tecnologica di Leonardo permette di: a) aumentare la sicurezza delle persone e garantire il presidio del territorio e dei suoi attori-chiave; b) prevenire e gestire le emergenze; c) garantire la sicurezza delle infrastrutture critiche.
Al 2017, Leonardo conta 45.134 dipendenti, di cui 28.892 in Italia (pari al 64% del totale) che la posizionano come la 2° azienda manifatturiera per contributo all’occupazione su base nazionale. Di questi, il 71% possiede un titolo di studio in discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), un valore 3,5 volte superiore alla media italiana (20,2%).
A livello nazionale, le attività di Leonardo si dispiegano in 48 siti industriali, prevalentemente concentrati in 7 Regioni italiane (Lombardia, Lazio, Campania, Piemonte, Puglia, Liguria e Toscana), con il 54% dei dipendenti di Leonardo localizzati nell’Italia centro-meridionale. L’incidenza dei dipendenti di Leonardo sul totale degli occupati nella manifattura ad alta tecnologia è particolarmente elevata in Italia (soprattutto nel Mezzogiorno, dove la quota percentuale raggiunge quasi il 29%).
Nel 2018, Leonardo impiega 9.000 dipendenti nell’attività di R&S, pari a circa il 20% degli addetti complessivi. Di questi, 6.200 sono basati in Italia e rappresentano quasi il 7% degli addetti alla R&S del settore manifatturiero italiano e circa il 10% degli addetti impiegati nei settori a medio-alta tecnologia operanti sul territorio nazionale.
Leonardo ha sviluppato un solido network con enti di ricerca, università e PMI ed
è sempre più orientata verso un “ecosistema dell’innovazione” basato sull’implementazione di iniziative di Ricerca e Sviluppo tecnologico in ottica di Open Innovation: l’azienda ha avviato oltre 200 progetti e attivato partnership di ricerca con 93 università e centri di ricerca in tutto il mondo, di cui 48 in Italia(circa il 40% delle università italiane).
Coerentemente con i propri valori aziendali e con gli obiettivi definiti dalle recenti policy ambientali, Leonardo ha migliorato le proprie performance ambientali dirette, a fronte di 54 milioni di Euro in investimenti ambientali nel 2017 e circa 100 milioni di Euro nel triennio 2015-2017 in Italia. In particolare:
Leonardo, inoltre, sviluppa soluzioni che riconducono a benefici ambientali, tra cui: a) tecnologie efficienti che riducono l’impatto ambientale nella fase di utilizzo da parte del cliente (ad esempio, aerostrutture in fibra di carbonio); b) iniziative volte a ridurre l’utilizzo dei prodotti ad alto impatto ambientale attraverso una transizione da prodotto a servizio (ad esempio, programmi di training virtuale); c) tecnologie abilitanti la gestione del ambiamento climatico (ad esempio, tecnologie di monitoraggio terrestre e meteorologico); d) innovazioni che estendono il ciclo di vita del prodotto (ad esempio, upgrade dei sistemi di bordo).
L’industria AD&S esprime un valore che va oltre quello puramente economico per il sistema industriale di un Paese, ma assume anche una forte valenza di tipo geopolitico e strategico, abilitando la costruzione di relazioni solide e di lungo termine con altri Paesi. Per tale ragione, i principali Paesi sviluppati o in via di sviluppo hanno adottato policy specifiche per garantire la propria capacità di difesa in futuro, sviluppare l’industria nazionale e mantenere (o creare ex novo) competenze distintive in alcuni ambiti del settore AD&S, definendo, in alcuni casi, una visione specifica a medio-lungo termine.
L’analisi di 15 mercati benchmark nel mondo mostra alcuni elementi invarianti alla
base delle strategie nazionali di supporto all’industria AD&S:
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