Artemis II, verso la Luna con Leonardo - Company

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Artemis II, verso la Luna con Leonardo

Dai sistemi di alimentazione alle attività di tracciamento, le tecnologie di Leonardo e delle sue joint venture sono protagoniste della missione Artemis II della NASA, che riporterà dopo oltre 50 anni l’umanità intorno alla Luna e contribuirà allo sviluppo di una nuova economia spaziale.

02 aprile 2026

Oltre mezzo secolo dopo quel “piccolo passo” che cambiò per sempre il rapporto tra l’uomo e lo spazio, una nuova missione riporta l’umanità verso la Luna. Il lancio di Artemis II, avvenuto al Kennedy Space Center (Cape Canaveral, Florida), segna l’inizio di una nuova traiettoria che, per la prima volta dal programma Apollo, vedrà una missione con equipaggio effettuare un volo attorno al satellite della Terra.

Quattro astronauti viaggeranno per circa dieci giorni a bordo del veicolo Orion, raggiungendo una distanza di circa 7.400 km dalla Luna. La navicella sarà spinta dal modulo di servizio europeo (European Service Module - ESM) fornito dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) alla NASA, cuore tecnologico che assicura energia, propulsione, controllo termico, aria e acqua al veicolo. Un obiettivo ambizioso, reso possibile anche dall’impegno europeo e italiano, che include le tecnologie di Leonardo, Thales Alenia Space e Telespazio.

“Lo Spazio si conferma sempre più strategico per gli equilibri geopolitici e la sicurezza globale. Stiamo passando da una logica di esplorazione a quella di infrastruttura abilitante capace di generare dati e capacità critiche anche per la Terra. Sviluppare una presenza duratura sul suolo lunare è una sfida che rafforzerà lo sviluppo tecnologico, la sicurezza e la competitività industriale”.

Roberto Cingolani
Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo

 

 

Artemis II si inserisce in un contesto che vede lo spazio come un dominio sempre più cruciale, nel quale convergono sviluppo tecnologico, sicurezza e competitività industriale. Un ambito che sta evolvendo da scenario di esplorazione a infrastruttura abilitante per nuovi modelli economici e operativi su scala globale.

Artemis II verso la Luna (crediti: ESA, D. Ducros)

 

L’industria italiana protagonista nel viaggio di Artemis II 

Per il veicolo Orion, nello stabilimento di Nerviano (MI), Leonardo ha realizzato i pannelli fotovoltaici che compongono le quattro “ali” del modulo e le unità di controllo e distribuzione della potenza (Power Control and Distribution Unit - PCDU). Entrambi i sistemi sono pensati per fornire alimentazione a tutta l’elettronica di bordo e per contribuire ad alimentare il modulo durante il viaggio di andata e ritorno dalla Luna, oltre che per garantire il benessere degli astronauti nel veicolo spaziale. Ogni “ala” è composta da tre pannelli fotovoltaici lunghi complessivamente sette metri e con una potenza totale erogata di oltre 11 kW.

4

“ali” solari 

3

pannelli fotovoltaici per ogni ala 

~ 7 metri

lunghezza di ogni ala 

> 11 kW

potenza totale generata 

A Torino, Thales Alenia Space ha sviluppato la struttura del modulo di servizio europeo e dei sottosistemi critici, inclusi il controllo termico e la protezione dai micrometeoriti, contribuendo in modo determinante alla sicurezza della missione. A seguire il viaggio degli astronauti collabora anche Telespazio, selezionata dalla NASA tra i partner internazionali per il monitoraggio di Artemis II, che supporta le attività di tracciamento radio attraverso le antenne del Centro Spaziale del Fucino.

 

 

Il contributo italiano per il ritorno sulla Luna si inserisce in un sistema industriale integrato e più ampio che vede Leonardo, insieme alle sue joint venture, impegnata nello sviluppo di numerose tecnologie tra cui infrastrutture e moduli abitativi, sistemi di comunicazione e navigazione, soluzioni robotiche e piattaforme digitali avanzate, elementi chiave per abilitare operazioni nello spazio. Un impegno che trova conferma negli accordi tra Italia e Stati Uniti: come annunciato dall’ASI e dalle istituzioni italiane, la profonda cooperazione spaziale tra i due Paesi consolida il ruolo dell’Italia nel programma Artemis e porterà un astronauta italiano a camminare sulla superficie lunare.

Verso una presenza umana sostenibile sulla Luna

Realizzato dalla NASA in collaborazione con ESA, Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e altre agenzie spaziali internazionali, il programma Artemis ha l’obiettivo di riportare astronauti sulla Luna e costruire un ecosistema completo per una presenza umana duratura e sostenibile nello spazio profondo, in preparazione delle future missioni verso Marte. 

Artemis I

Lanciata nel 2022, senza equipaggio, è stata la prima di una serie di missioni sempre più complesse che permetteranno l’esplorazione umana della Luna. 

Artemis II

Primo volo Artemis con equipaggio, con sorvolo della Luna. Passaggio fondamentale verso il ritorno a lungo termine sulla Luna.

Artemis III

Missione dimostrativa in orbita terrestre bassa, prevista per il 2027. Testerà nuovi sistemi di atterraggio lunare e capacità operative in vista delle successive missioni sulla superficie.

Artemis IV

Prevista per il 2028, la missione vedrà il trasferimento dell’equipaggio da Orion a un sistema di atterraggio per la discesa sulla superficie lunare.

In questo scenario, l’Italia, grazie anche al ruolo delle istituzioni e dell’ASI, è tra i principali partner industriali coinvolti nello sviluppo di asset strategici per la nuova esplorazione spaziale.

Nel sito di Thales Alenia Space a Torino sono in realizzazione per la NASA e l’ASI la prima casa sulla Luna per gli astronauti (Multi-Purpose Habitat – MPH), che garantirà un ambiente sicuro e confortevole per gli astronauti e permetterà di effettuare esperimenti scientifici e di interoperare con altri asset esterni, e il primo lander lunare europeo Argonaut, progettato per l’ESA per trasportare e far atterrare carichi sulla superficie lunare.

A Nerviano, Leonardo sviluppa sistemi robotici come trivelle, in grado di scavare il sottosuolo, estrarre e trasformare le risorse minerarie, e bracci capaci di maneggiare autonomamente materiali pesanti. Un esempio è la trivella dotata di laboratorio analitico integrato PROSPECT (Platform for Resource Observation and in-Situ Prospecting for Exploration, Commercial exploitation and Transportation): destinata alla ricerca di ghiaccio e altre risorse naturali sotto la superficie lunare, è in fase di sviluppo per CLPS (Commercial Lunar Payload Services), missione commerciale della NASA.

Telespazio è capofila di Moonlight, programma dell’ESA per le telecomunicazioni e navigazione lunare, interoperabile con quello della NASA, composto da una costellazione di cinque satelliti in grado di supportare le comunicazioni e la navigazione sulla Luna e tra la Luna e la Terra. Con oltre 400 missioni lunari pianificate da agenzie spaziali e aziende private nei prossimi vent’anni, il programma segna un passo significativo verso l'esplorazione lunare sostenibile e lo sviluppo di un'economia lunare.

Tra i contributi di Leonardo all’esplorazione lunare rientra il progetto dell’ESA LUMIO, sviluppato da un consorzio europeo guidato dal Politecnico di Milano e supportato dall’ASI. Il cubesat LUMIO, con lo strumento ottico Lumio-Cam realizzato nello stabilimento di Campi Bisenzio, osserverà gli impatti di meteoroidi sulla faccia nascosta della Luna, contribuendo alla conoscenza dell’ambiente cislunare e alla sicurezza delle missioni future.

L’esperienza del Gruppo nelle tecnologie digitali si estende anche allo Space Cloud: data center spaziali, cloud, supercomputer e intelligenza artificiale rappresenteranno elementi sempre più strategici per gestire e valorizzare l’elevata quantità di dati generati da queste infrastrutture, anche sulla Luna.

Queste tecnologie contribuiscono allo sviluppo della cosiddetta Lunar Economy, il cui valore è stimato in crescita fino a oltre 140 miliardi di euro entro il 2040 (“Lunar market assessment: market trends a nd challenges in the development of a lunar economy” PwC, 2021), aprendo nuove opportunità industriali e commerciali lungo tutta la catena del valore spaziale.

In questo contesto, lo spazio rappresenta uno dei pilastri della strategia di Leonardo, su cui convergono competenze industriali, capacità digitali e gestione dei dati per abilitare nuovi servizi e modelli operativi. Dalle infrastrutture ai servizi di geoinformazione, fino allo sviluppo di cloud e data center spaziali, il Gruppo è impegnato nella costruzione di un ecosistema integrato a supporto delle future missioni.

Con Artemis e il piano NASA Ignition, la Luna torna così al centro delle strategie internazionali nel campo dell’esplorazione spaziale. Leonardo e il suo ecosistema sono in prima linea nello sviluppo tecnologico di questo nuovo percorso: un altro “piccolo passo” che apre a una nuova frontiera per l’umanità nello spazio.

Crediti foto banner: NASA, Keegan Barber

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