Financial highlights
Ultima quotazione 62,08€
Variazione +6,96%
01/04/2026 - 13:45
data source: Investis Digital
Financial highlights
Ultima quotazione 62,08€
Variazione +6,96%
01/04/2026 - 13:45
data source: Investis Digital
Financial Results & Reports
Press releases
Processo di lavorazione delle eliche all'interno dello stabilimento della Società Italiana Delta di Cornigliano Ligure a Genova, anni Quaranta. Specializzata nella produzione di leghe, quali bronzo e ottone, la società sarà assorbita dall'Ansaldo nel 1894. La Delta, a metà degli anni Trenta, rappresenterà circa il 15% della manodopera Ansaldo, mantenendo intatta nel tempo l'identità di industria pesante.
Courtesy Fondazione Ansaldo
Il 18 marzo 1948, sulla base del decreto legislativo n. 1420/1947 del Capo dello Stato, Enrico De Nicola, l'Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI), la holding di stato per le partecipazioni statali, fonda la Società Finanziaria Meccanica Finmeccanica; una tappa cruciale, nel clima post-bellico, per la ripresa del tessuto economico e industriale dell’intera nazione. Al momento della sua fondazione, sotto la Presidenza di Aristide Zenari, la neonata società controlla ben quattordici imprese, provenienti dall'IRI, che contano su oltre 90 mila dipendenti, e che rappresentano una parte fondamentale dell’asset manifatturiero italiano. Tra queste: l’Ansaldo, l’Alfa Romeo, l’Odero Terni Orlando (poi OTO Melara), la San Giorgio Società Industriale, i Cantieri Navali dell’Adriatico, le Officine Galileo, la Filotecnica Salmoiraghi. Finmeccanica non ha attuato una politica di puro riordino, ma ha prestato attenzione, fin da subito, alle “eccellenze”, come la meccanica e l’aeronautica, anche con l’ingresso nel settore emergente dell’elettronica, tramite la costituzione della Microlambda, inizialmente denominata “Società per studi e applicazioni di elettronica”. Nata da un accordo con la statunitense Raytheon, nel 1951, sarà la prima azienda italiana ad avviare una produzione nella radaristica.
Nel periodo della “golden age” dell’economia mondiale, l’Italia sarà pienamente protagonista. Gli anni Cinquanta vedono l’affermazione di Finmeccanica in campi strategici: le artiglierie navali e terrestri con OTO Melara, e il settore aeronautico e ferroviario con Aerfer, con la relativa industrializzazione del Mezzogiorno. Nel 1954 la Nuova San Giorgio, antesignana dell’elettronica, avvia la produzione di sistemi di controllo numerico e di impianti automatizzati.
Il 29 dicembre del 1959, una nuova holding, la Finanziaria Cantieri Navali Fincantieri riunirà dodici società del settore navale, precedentemente parte di Finmeccanica. Per quest’ultima il passaggio sancirà un nuovo inizio all’insegna di una struttura più omogenea composta da 34 aziende, 51 stabilimenti e 36.970 dipendenti.
Primo aereo di FIAT Aviazione del dopoguerra, il G-46 è progettato dall’ing. Giuseppe Gabrielli, in costruzione interamente metallica in lega leggera, fusoliera a guscio e ala monoplana a sbalzo. Ordinato dall’Aeronautica Militare Italiana il 9 marzo 1946, sarà impiegato per l’addestramento basico fino al 1958, conoscendo poi una seconda giovinezza negli Aero Club.
Per la produzione di Ferroni Cortometraggi, i registi Aldo De Sanctis e Giampiero Pucci firmano un cortometraggio sull’attività dell’Ansaldo a Genova: i cantieri navali, gli stabilimenti meccanici e ferroviari, la fonderia. Società fondata nel 1853 da un gruppo di imprenditori e finanzieri genovesi, l’Ansaldo diventerà il cuore storico del capitalismo italiano, sperimentando prima le contingenze legate alla militarizzazione negli anni della guerra e, in seguito, la crisi e la riconversione durante la pace. Il film testimonia quel clima di ripresa in cui si assisterà alla nascita del progetto Finmeccanica.
Il radar nasce dalla collaborazione tra l’Istituto di Ricerca Centro Microonde di Firenze e la SMA (Segnalamento Marittimo e Aereo), una piccola società fiorentina che produceva ottiche per il segnalamento, boe luminose e fari - principalmente per la Marina Militare - e che sarebbe entrata in Finmeccanica a metà degli anni Novanta.
La sigla CFL3 deriva dai cognomi dei suoi ideatori: Nello Carrara, direttore del Centro Microonde; Lorenzo Fernandez, fondatore e amministratore delegato della SMA; Pietro Lombardini, progettista del radar.
Progettata da Orazio Satta Puliga, l’Alfa Romeo 1900 diventerà famosa con lo slogan: “La vettura di famiglia che vince le corse".
La nuova berlina porta con sé una serie di primati e innovazioni: è la prima Alfa Romeo a scocca portante integrata al telaio, un motore bialbero quattro cilindri che caratterizzerà la produzione degli anni successivi, e adotta - per la prima volta - la guida a sinistra di serie. Sono anni di fermento economico e innovazione, i cui impatti saranno evidenti anche nel cambiamento della linea produttiva dello stabilimento del Portello, a Milano, con l’introduzione della catena di montaggio. Il 5 maggio del 1953, Giuseppe Luraghi, vicepresidente della società, discuterà con l’IRI e Finmeccanica il “Programma ‘53” per valorizzare gli impianti industriali, comporre un gruppo dirigenziale, e delineare una strategia che permetterà all’Alfa Romeo di ricavare un utile da poter reinvestire
per crescere sul mercato.
La VI Sezione della Finanziaria Ernesto Breda, che nel 1951 assumerà il nome di Breda Meccanica Bresciana, è impegnata nel difficile compito della ricostruzione. Dopo i numerosi bombardamenti aerei della Seconda Guerra Mondiale e il conseguente ripristino di capannoni e macchinari, lo stabilimento comincia un’intensa fase di produzioni civili: motociclette (il celebre Bredino), frigoriferi Crosley e telai Cotton per maglieria su licenza. Sono produzioni che rappresentano, nel loro design, la capacità di resilienza e quel coraggio imprenditoriale che accompagneranno il Paese sino agli anni del boom economico.
La più grande e più veloce nave passeggeri della flotta italiana di linea è varata il 16 giugno 1951, nel cantiere navale Ansaldo di Genova Sestri Ponente, per la Italia Società di Navigazione del gruppo Finmare. La turbonave, di circa 30.000 tonnellate di stazza lorda, accoglieva a bordo 1.241 passeggeri e un equipaggio di 580 persone. Molto apprezzata per la sua eleganza, la Andrea Doria, soprannominata la “Signora del mare”, all’estero era conosciuta come la “Grande Dame of the Sea”. Il 14 gennaio 1953, salperà dal Porto di Genova
alla volta di New York.
A poco più di tre anni dal suo viaggio inaugurale, affonderà a largo delle coste americane, a causa di un incidente avvenuto nella notte del 25 luglio del 1956 con la nave svedese Stockholm.
Dal 1951 la Whitehead Moto Fides coordina le attività di ricerca e sviluppo siluristiche dell’USAS-Ufficio Studi Armi Subacquee (con sede a Napoli), ente di cui fanno parte anche la Marina Militare Italiana e le Industrie Meccaniche Napoletane (IMN). Da lì a poco tempo, a seguito dello scioglimento di USAS e IMN, confluiranno nell’Ufficio Studi livornese tutte le forze ingegneristiche del settore. Si inaugura così l’epoca della vera e propria ripresa dell’azienda nel secondo dopoguerra. Proprio in questi uffici prenderanno vita le importanti ricerche sulla propulsione ad acqua ossigenata e incominciano gli esperimenti per il siluro filo-alimentato.
Il 22 maggio 1952 l’Agusta firma un accordo con l’americana Bell Aircraft Corporation per la costruzione su licenza, per il mercato europeo, di un elicottero di nuova concezione, il Bell 47. Nel maggio dell’anno seguente, l’Agusta diventerà Società per Azioni con soli 66 dipendenti. Esattamente due anni dopo, il 24 maggio 1954, il primo elicottero realizzato dall’azienda, l’Agusta-Bell 47G, pilotato dal collaudatore Ottorino Lancia decollerà dalla pista di Cascina Costa di Samarate (Varese). Le commesse non tarderanno ad arrivare sia da clienti militari che civili e, due anni più tardi, saranno già cento gli esemplari consegnati agli operatori di tutta Europa.
Sotto la guida di Giuseppe Luraghi, viene fondata una nuova rivista, house organ di Finmeccanica, “Civiltà delle Macchine” che animerà il dibattito culturale del tempo, favorendo un dialogo tra cultura scientifica e umanistica. Un “pensatoio” della modernità affidato a Giuseppe Sinisgalli, poeta ungarettiano e ingegnere di formazione, che ne seguirà la direzione fino al 1958. A lui succederà Francesco d’Arcais fino al 1979. Le pagine del bimestrale accoglieranno le riflessioni di letterati e ingegneri; le celebri copertine, molte delle quali sono opere commissionate agli artisti italiani del Novecento del calibro di Vespignani, Mafai, Capogrossi, Perilli, Afro, entreranno a far parte della collezione dell’IRI.
Si tratta di una commessa record – per un valore di otto miliardi di Lire – per 300 radar di avvistamento navale TPS-1D, destinati alla Marina statunitense, che Microlambda produrrà su licenza Raytheon, all’interno delle officine dell'ex Silurificio Italiano del Fusaro, poco distante da Napoli. Il 30 aprile, sotto la supervisione di Franco Bardelli, superano severissimi collaudi i primi quattro radar. Nei successivi due mesi la produzione verrà incrementata al punto che la commessa si concluderà con largo anticipo rispetto agli accordi previsti. Da questo successo, riprenderà l’ascesa industriale e il risanamento economico di un intero territorio.
Il 5 aprile, dopo un periodo di revisione presso la Breda e aver apportato alcune modifiche tecniche, torna in servizio nella tratta Milano-Roma, l’ETR 300 “un elettrotreno composto di sette vetture, destinato a servizi di lusso”. Soprannominato fin dalla costruzione “Settebello”, compie il primo viaggio inaugurale, da Roma Termini a Napoli Centrale, il 29 marzo 1953, prevedendo un servizio di altissimo livello destinato all’élite sociale: camerieri, hostess, personale di scorta e interpreti (segno di apertura internazionale di un’azienda di Stato che puntava a far conoscere le bellezze paesaggistiche e architettoniche nazionali). Non senza polemiche per l’alto costo dei biglietti, 3.780 Lire per una prima classe sulla tratta Milano-Napoli, sarà il fiore all’occhiello delle Ferrovie dello Stato, icona di uno stile tutto italiano che guarda al futuro.
Impostata come unità sperimentale nei Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Monfalcone (Trieste), nel giugno del 1952, l’MC 490, la prima motocannoniera convertibile del dopoguerra, sarà varata nel 1954, per entrare in servizio - l’anno successivo - con la Marina Militare italiana. Il suo progetto subirà diverse modifiche nel corso degli anni soprattutto per ciò che riguarda la tipologia e la consistenza dell’armamento, portando alla produzione di una serie di cannoniere MC-491-492, denominate poi “Lampo” e “Baleno”. Tra il 1962 e il 1963, con motori più potenti, giungerà al massimo delle sue prestazioni. Il nome “Folgore” le sarà attribuito nel 1965 e, in servizio fino al 1976, sarà impiegata in attività addestrative insieme ad altre motocannoniere di più recente costruzione.
La neocostituita OTO Melara, specializzata nella produzione di artiglierie navali e terrestri, e nel pieno della sua fase di riconversione, raggiunge lo storico risultato di vedere immatricolati 1.032 suoi trattori agricoli in un solo anno, diventando uno dei maggiori produttori dell’epoca insieme a Same, Landini, OM e Fiat. L’ing. Camillo Corradi sarà il progettista di una nuova linea di prodotti che, dal 1950 al 1958, vedranno la produzione di 20 modelli, ciascuno in diverse versioni. Nel 1957 l'azienda presenterà il C 20, con quattro ruote, disponibile nella versione cingolato puro e cingolato trasformabile. Altra caratteristica, oltre al grigio della meccanica, sarà la scomparsa del cofano sfuggente e, unici nella produzione OTO, i pedali del freno e della frizione collocati in maniera non convenzionale rispetto alla produzione dei mezzi agricoli del tempo.
A fronte della richiesta da parte del Ministero della Difesa di rinnovo dei mezzi militari, l’azienda abbandonerà lentamente, a partire dal 1962, la produzione dei mezzi per il settore agricolo. Sarà il via per la nuova progettazione dei cannoni navali e terrestri a caricamento automatico.
È un caccia leggero sperimentale - tutto italiano - realizzato presso gli stabilimenti Aerfer di Pomigliano d’Arco (Napoli). Progettato dall’ing. Sergio Stefanutti per il concorso indetto dalla NATO, poi vinto dal FIAT G.91, il Sagittario II volerà dall’Aeroporto militare di Pratica di Mare, il 4 dicembre 1956, pilotato dal Tenente Colonnello Giovanni Franchini, superando la velocità del suono.
L’MB.326 è l’aereo da addestramento a getto, di produzione italiana realizzato nel maggior numero di esemplari e adottato da numerose Forze Aeree mondiali. Progettato dall’ing. Ermanno Bazzocchi, l’MB.326 ha caratteristiche innovative perché è un jet pensato per le scuole di volo militari, robusto, manovrabile, con costi operativi contenuti, adatto all’addestramento basico e avanzato dei piloti destinati ai velivoli di prima linea. Ribattezzato “Macchino”, sarà uno dei più importanti successi dell’industria aeronautica italiana del secondo dopoguerra che proietterà l’Aermacchi nel mondo, come leader nell’addestramento dei piloti.
È il 7 dicembre quando il cantiere navale Ansaldo di Genova Sestri Ponente vara un nuovo transatlantico, il Leonardo da Vinci, per la Italia Società di Navigazione, che sostituirà la Andrea Doria affondata nel tragico incidente di due anni prima. In servizio dal 30 giugno del 1960, si tratta di una nave lussuosa e veloce, pensata e costruita seguendo la summa di tutti i più recenti progressi ingegneristici del tempo. La linea sinuosa e funzionale vedrà collaborare architetti come Luccichenti, Monaco, Zoncada, Pulitzer, mentre gli arredi e il design saranno affidati agli artisti dell’epoca, tra cui Casorati, Turcato, Cagli, Vedova e Petrolini. Con una capacità di accoglienza di 1.326 passeggeri, è stata la prima nave ad avere servizi privati e aria condizionata in tutte le cabine. Sarà utilizzata per il servizio di linea dall’Italia verso gli Stati Uniti e dismessa nel 1976.
Il Fiat G.91, cacciabombardiere-ricognitore monomotore a getto e ala a freccia, è prodotto da Fiat Aviazione (confluita poi in Aeritalia), a partire dalla metà degli anni Cinquanta e progettato dall’ing. Giuseppe Gabrielli, in risposta al concorso della NATO indetto nel dicembre del 1953 per la realizzazione di un caccia tattico leggero. Il velivolo risponde perfettamente alle caratteristiche richieste: capace di operare da piste di fortuna e non preparate, dotato di buona velocità (il primo prototipo supera Mach 1 a 9000 metri di quota) e può trasportare carichi offensivi di almeno 450 kg. Nel 1958 viene dichiarato vincitore del concorso e sarà utilizzato principalmente dall’Aeronautica Militare Italiana (nella versione R, compresi gli esemplari di pre-serie, che dal 1964 al 1981 equipaggeranno la pattuglia acrobatica nazionale Frecce Tricolori fino alla sua sostituzione con l’Aermacchi MB-339-PAN), la tedesca Luftwaffe e la Força Aérea Portuguesa.
La Meteor, fondata nel 1947 per la costruzione di velivoli leggeri, a fine anni Cinquanta entra in un nuovo settore per lo sviluppo e la produzione di velivoli teleguidati, costruiti in materiale composito, da impiegarsi come aerobersagli per l'addestramento delle artiglierie terrestri e navali, e per missioni di ricognizione. Nasce così il Meteor P.1, da utilizzare per la sperimentazione dei sistemi d’arma antiaerei italiani nel Poligono Interforze di Salto di Quirra, in Sardegna. Propulso ad elica, con un motore quadricilindrico Alfa da 120 CV, il Meteor P.1 è comandato da una stazione a terra per poi essere recuperato, una volta sceso in mare con un paracadute, da sommozzatori elicotteristi. Questo Remotely Piloted Vehicle (RPV), sarà il primo di varie versioni che segnerà l’inizio di una tradizione d’eccellenza nel settore che la Meteor trasferirà a Finmeccanica, quando verrà acquisita nel 1988.
Banner video: Stabilimenti Compagnia Generale di Elettricità Milano, 1955 - 1956,
Courtesy Fondazione Ansaldo
2026-04-01T12:04:35Z
cookie_disclaimer:true
page_disclaimer :false