Osservare, elaborare, connettere: lo Spazio, un dominio sempre più cruciale - Company

image galileo satellite in orbita

Osservare, elaborare, connettere: lo Spazio, un dominio sempre più cruciale

20 luglio 2026

Dalla gestione delle emergenze alla sicurezza delle infrastrutture, fino alla protezione degli asset in orbita e ai nuovi servizi spaziali, lo Spazio è sempre più cruciale per comprendere fenomeni complessi e agire rapidamente. Costellazioni, sensori, calcolo a bordo, segmenti di terra, servizi geospaziali, Space Surveillance e In-Orbit Services trasformano il dominio spaziale in una capacità operativa connessa agli altri domini.

Crisi ambientali, infrastrutture critiche, traffici marittimi, aree operative e territori esposti a eventi estremi richiedono informazioni rapide, affidabili e condivise. Lo Spazio offre un punto di vista unico su questi fenomeni. Il valore del dato satellitare, però, dipende dalla capacità di acquisirlo, elaborarlo e renderlo disponibile in tempi utili per chi è chiamato a prendere decisioni.

Per rispondere a questa esigenza, il dominio spaziale sta evolvendo come infrastruttura operativa da presidiare e proteggere: i satelliti acquisiscono i dati, le tecnologie di bordo ne accelerano l’elaborazione, i segmenti di terra e i servizi geospaziali li trasformano in informazioni utilizzabili. È una catena che collega lo Spazio agli altri domini, rendendo il dato satellitare parte del processo decisionale.

 

Dall’osservazione alla superiorità informativa

L’Osservazione della Terra è una capacità trasversale, con applicazioni civili e di sicurezza: supporta il monitoraggio ambientale, la gestione delle emergenze, la tutela delle infrastrutture, la sicurezza dei territori e le attività di sorveglianza e intelligence. Le immagini satellitari permettono di seguire l’evoluzione di fenomeni complessi su aree estese, anche difficili da raggiungere con mezzi tradizionali.

In questo ambito, rapidità e continuità sono decisive. Un’informazione trasmessa in ritardo può perdere gran parte del proprio valore; allo stesso modo, l’osservazione deve poter proseguire anche quando nuvole, assenza di luce o condizioni meteo complesse limitano alcune modalità di acquisizione.

Per questo, l’evoluzione delle architetture spaziali guarda a tecnologie capaci di ridurre i tempi di rivisitazione (l’intervallo tra due osservazioni della stessa area), ridurre la latenza del dato (il tempo necessario affinché questo diventi disponibile per l'utente finale) e garantire continuità di monitoraggio a prescindere dalle condizioni atmosferiche o dal ciclo giorno-notte.

 

Space Guardian, una nuova infrastruttura spaziale digitale

In questa traiettoria si inserisce la prima costellazione proprietaria di Leonardo per l’Osservazione della Terra, “Space Guardian”: un’infrastruttura spaziale di nuova generazione, progettata per integrare capacità spaziali e digitali in un’unica architettura.

Il programma prevede circa 18 satelliti multi-sensore di nuova generazione, distribuiti su due piani orbitali. La costellazione nasce per garantire il controllo dell’intera catena del dato: acquisizione tramite sensori radar e ottici, possibile federazione futura con altre tipologie di sensori, elaborazione in orbita, distribuzione al cliente finale.

È un modello che supera il paradigma tradizionale del satellite come piattaforma di raccolta dati. I satelliti diventano nodi intelligenti di una rete orbitale, capaci di elaborare e analizzare le informazioni prima dell’invio a terra. L’Osservazione della Terra resta l’applicazione primaria, all’interno di un’architettura pensata anche per sovranità digitale, sicurezza dei dati e resilienza dei servizi spaziali.

Il salto tecnologico riguarda l’intera infrastruttura. Le capacità di high-performance computing a bordo avvicinano l’elaborazione al luogo in cui il dato viene generato. I collegamenti ottici intersatellitari consentono ai satelliti di scambiarsi informazioni in tempo reale, riducendo la dipendenza dal passaggio sopra una stazione di terra. Questo approccio riduce drasticamente la latenza, abilita l’elaborazione immediata delle informazioni e rafforza sicurezza e resilienza del sistema, anche rispetto alle minacce cyber.

Il primo piano orbitale includerà nove satelliti: sei con payload radar SAR (Synthetic Aperture Radar), due con strumenti ottici ad altissima risoluzione e un satellite di comunicazione con funzione di router orbitale, dotato di Inter-Satellite Link per accelerare lo scarico dei dati a terra. Il primo lancio è previsto dalla fine del 2027. Il secondo piano orbitale, previsto dalla fine del 2028, completerà la copertura globale con ulteriori satelliti, la cui configurazione sensoristica è in fase di definizione.

 

La combinazione tra capacità radar e ottiche consente di osservare la Terra con maggiore continuità: i sensori radar acquisiscono dati anche in presenza di nuvole o di notte, mentre gli strumenti ottici ad alta risoluzione forniscono immagini di dettaglio. L’integrazione di queste informazioni aumenta la qualità del quadro osservativo e permette di rispondere a esigenze diverse, dal monitoraggio ambientale alla sicurezza.

La produzione dei primi satelliti della nuova costellazione Leonardo per l’Osservazione della Terra coinvolge Thales Alenia Space, con attività di integrazione, assemblaggio e test nella Space Smart Factory di Roma, fabbrica spaziale di nuova generazione orientata a processi digitali e automatizzati. Il segmento di terra, progettato da Telespazio, comprende anche stazioni proprietarie dedicate a supporto della gestione e distribuzione dei dati.

Il valore nasce dalla convergenza tra Spazio e digitale. Big data, intelligenza artificiale, cloud e capacità analitiche consentono di leggere quantità crescenti di informazioni, individuare anomalie, seguire l’evoluzione di fenomeni complessi e generare prodotti informativi adatti a contesti operativi diversi. La catena operativa collega acquisizione, elaborazione e distribuzione: il payload raccoglie il dato, l’elaborazione a bordo seleziona le informazioni rilevanti, i collegamenti tra satelliti e il segmento di terra ne accelerano la disponibilità, l’analisi geospaziale lo trasforma in conoscenza a supporto delle decisioni.

Le applicazioni attese di Space Guardian includono il monitoraggio di infrastrutture critiche, la sicurezza marittima, la difesa e l’intelligence, la protezione civile, la gestione di emergenze e crisi. Il valore della costellazione nasce dalla capacità di far dialogare infrastruttura spaziale, tecnologie di bordo, segmento di terra e servizi geospaziali. La sua architettura sarà modulare, scalabile e federabile con sistemi terzi, con capacità interoperabili con programmi nazionali ed europei come Copernicus, IRIDE e COSMO-SkyMed.

 

Una filiera integrata per il dominio spazio

Nel dominio spazio, Leonardo unisce tecnologie spaziali, competenze digitali e servizi attraverso la Divisione Spazio e le joint venture Telespazio e Thales Alenia Space. La capacità copre l’intera catena: strumenti di bordo, equipaggiamenti spaziali, gestione della missione, segmento di terra, servizi satellitari, geoinformazione e analisi dei dati.

I payload elettro-ottici rappresentano una componente essenziale della capacità di osservazione: sono gli strumenti di bordo che acquisiscono immagini e dati dalla superficie terrestre. Accanto a questi, gli equipaggiamenti spaziali abilitano le funzioni necessarie al funzionamento della missione, dalla gestione della potenza al controllo di bordo, dalla navigazione alle comunicazioni, fino all’affidabilità complessiva del satellite. Gli orologi atomici assicurano precisione temporale per i satelliti di navigazione, sincronizzazione e servizi satellitari avanzati, mentre la robotica spaziale estende le capacità operative verso esplorazione, attività su superfici planetarie, ispezione, manipolazione e, in prospettiva, servizi in orbita.

Questa filiera si sviluppa anche attraverso Telespazio e Thales Alenia Space, e con e-GEOS  (20% ASI) per i servizi geospaziali.

 

Sorvegliare e operare nello Spazio

Accanto all’Osservazione della Terra, l’evoluzione del dominio spazio riguarda anche la protezione dell’ambiente orbitale e degli asset che vi operano. Satelliti operativi, infrastrutture spaziali e servizi essenziali devono confrontarsi con un contesto più affollato, nel quale detriti e oggetti spaziali possono rappresentare un rischio per la continuità, la sicurezza e la disponibilità delle missioni.

La Space Surveillance consente di osservare, tracciare e caratterizzare oggetti in orbita, contribuendo alla protezione degli asset spaziali. Radar, telescopi, sensori ottici, infrarossi e tecnologie di tracciamento permettono di costruire un quadro più accurato dell’ambiente spaziale e di supportare valutazioni su possibili rischi di collisione.

L’evoluzione guarda anche a capacità space-based, con sensori integrati direttamente su assetti spaziali, e agli In-Orbit Services: servizi in orbita pensati per ispezione, supporto operativo, manutenzione, estensione della vita utile degli asset e gestione più sostenibile delle infrastrutture spaziali. In questo ambito, Leonardo è stata selezionata dalla Commissione europea per lo sviluppo di SCOPE, uno dei due satelliti operativi specializzati, o “servicer”, del programma In-Space Operations and Services (ISOS), dedicato a casi d’uso quali ispezione, riposizionamento, manipolazione robotica e rifornimento di satelliti. Nell’ambito di ISOS, Thales Alenia Space in Francia è stata inoltre selezionata per sviluppare l’altro servicer, EROSS SC, mentre Leonardo metterà le proprie competenze nella robotica spaziale a disposizione del consorzio EPRIME, guidato da The Exploration Company, per la definizione dei sistemi robotici dell’HOST orbitale. Queste attività si affiancano alle competenze sviluppate nel programma nazionale di In-Orbit Servicing dell’Agenzia Spaziale Italiana, finanziato dal PNRR, e in ASIMOV, progetto EDF 2025 guidato da Leonardo per le operazioni e i servizi in orbita per la difesa europea.

Proteggere e operare nello o Spazio significa tutelare le capacità che dallo Spazio dipendono: osservazione, navigazione, comunicazioni, sincronizzazione, sicurezza e supporto alle decisioni.

 

Interconnessione tra domini

Le attività svolte nell'ambiente spaziale rendono possibile una lettura più ampia e tempestiva di ciò che accade sulla Terra. I dati satellitari possono supportare missioni aeree, unità terrestri, sorveglianza marittima, protezione di infrastrutture critiche e sistemi di comando e controllo, integrandosi con informazioni provenienti da sensori, piattaforme e reti operative.

In uno scenario nel quale il tempo tra evento e risposta tende a ridursi, il dominio spazio rafforza la capacità di collegare osservazione, elaborazione e distribuzione del dato, diventando una componente essenziale delle architetture multi-dominio.

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